Eluana Englaro dal 18 gennaio 1992, a causa di un incidente stradale, vive in stato vegetativo permanente, tenuta artificialmente in vita mediante un sondino nasogastrico che provvede alla sua nutrizione e idratazione. Si tratta di un caso, per molti aspetti, particolare sul quale, in modo più o meno informato, molto si è scritto. Ci è sembrato opportuno, per consentire una valutazione ‘informata’ dei diversi passaggi che hanno caratterizzato questa dolorosa vicenda, mettere a disposizione il materiale completo e in forma integrale delle diverse pronunce e dei pareri rilasciati da esperti (neurologi, penalisti, costituzionalisti, esperti di bioetica, personalità del mondo del diritto, comitati) che hanno indicato e motivato le ragioni a favore e contro l’ultimo decreto della Corte d’Appello di Milano che ha autorizzato i medici a interrompere il trattamento medico che la tiene in vita. A completamento della documentazione, abbiamo ritenuto opportuno aggiungere una nota informativa su un punto intorno al quale si è molto discusso: il “principio di precauzione” che utilizza parametri per certi aspetti ‘eccentrici’ rispetto a quelli giuridici, etici, filosofici, scientifici che di norma vengono chiamati in causa.
Praticamente non c’è disciplina che non abbia offerto un suo contributo.
Sorprende il silenzio profondo del mondo della psicologia.
Ci piacerebbe se qualcuno volesse colmare questa imbarazzante lacuna.